Omaggio al Giappone: Yoko Ono, l’artista sconosciuta di cui tutti sanno il nome

Omaggio al Giappone: Yoko Ono, l’artista sconosciuta di cui tutti sanno il nome
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Yoko Ono, l’artista sconosciuta di cui tutti sanno il nome

“La più famosa artista sconosciuta: tutti conoscono il suo nome ma nessuno sa cosa fa”. La descriveva cosi suo marito e musicista dei celebri Beatles, John Lennon. Yoko Ono, con i suoi 85 anni, è tutt’oggi una donna attiva in molti campi.

Poliedrica ed interessante, è stata anche troppo spesso odiata e accusata di essere “la strega giapponese che fece sciogliere i Beatles”.

In realtà, si tratta di un’artista a 360°. Nella sua vita ha scritto libri, ha diretto film sperimentali, è stata protagonista del mondo musicale e in quello artistico.

E’ stata uno dei pionieri dell’arte concettuale, tramite performance artistiche quali Cut Piece, durante la quale, seduta su un palco, invitava il pubblico a tagliare con delle forbici i vestiti che indossava, fino a restare nuda. La performance è stata riproposta nel 2003. In un’epoca dove la nudità è divenuta ordinaria, voleva vedere come avrebbero reagito gli spettatori. Bisogna cambiare prospettiva e vedere la violenza di un gesto su di un corpo inerme, capire che nella scelta sta la libertà del corpo.

Yoko Ono è stata una donna attiva politicamente, che si schiera e lotta in favore del pacifismo e del rispetto dei diritti umani e una grande donna della finanza, cosa che sanno in pochi.

Oggi di certo non vuole stare con le mani in mano e crea eventi, arte, quadri ed installazioni a favore della Pace.

 

Omaggio al Giappone: piatti europei ricchi di contaminazioni dal Sol Levante

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Con personaggi del calibro di Yoko Ono, ma non solo: basti pensare al designer Kenzo Takada, ai motori di Yamaha Torakusu e all’architettura di Tadao Ando, è difficile non ammirare un paese come il Giappone. Ricco di contaminazioni dal mondo ma che, a sua volta, influenza notevolmente l’arte e la cultura occidentale, non poteva non meritare uno speciale annoveramento tra le nostre tematiche settimanali. Abbiamo studiato quindi un particolare menu ricco di contaminazioni e abbinamenti italo/giapponesi. Buon appetito!

yoko ono

 

ANTIPASTO

Vellutata di polenta gialla con gamberone rosso di Mazara marinato al sakè e succo di melograno

PRIMO

Risotto con riso da sushi con fave fresche, piselli, moscardini e zenzero

SECONDO

Tataki di ricciola con crema di zucca al wasabi, granella di pistacchio e barbabietola

DESSERT

Dorayaki di anko (crema dolce di fagioli rossi) e mele, ricoperto da una sfoglia ai 5 cereali e coulis al mirtillo

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Pyeongchang Olimpiadi Invernali 2018: la Corea del gusto

Pyeongchang Olimpiadi Invernali 2018: la Corea del gusto
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olimpiadi invernali 2018 olimpiadi invernali 2018

Pyeongchang 2018: i 23esimi Giochi Olimpici Invernali

Come molti sapranno, siamo nel mezzo dei XXIII Giochi olimpici invernali, inaugurati il 9 febbraio e che proseguiranno fino al 25. Si stanno svolgendo nella Corea del Sud, piu’ specificatamente a Pyeongchang.

Si tratta della seconda Olimpiade ospitata dalla Corea del Sud dopo l’edizione estiva del 1988, disputata a Seul.

Curling, hokey, sci e pattinaggio sono solamente alcune delle discipline sportive sulle quali si contenderanno il podio i migliori rappresentanti di 92 paesi del mondo.

Siamo naturalmente tutti molto affascinati dalle Olimpiadi. Permettono di vivere, anche se non in prima persona, le emozioni dello sport. Ancor meglio, chi gareggia scopre nuove culture e tradizioni.

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Olimpiadi Invernali 2018: la cucina coreana in una tradizione millenaria

In queste occasioni, una su tutte è la cucina, che si assapora in tutta la sua autenticità.

Le origini della cucina coreana risalgono a più di 2000 anni fa e durante questo tempo si è evoluta insieme con lo sviluppo culturale e sociale del paese. Questa cucina, anche se ancora non è così diffusa come quelle giapponese o quella cinese, sta crescendo in popolarità grazie alla sua ricchezza di sapori e di ingredienti sani che la rendono unica.

Generalmente i pasti coreani sono costituiti da tre piatti principali: Riso al vapore (bap), zuppa (guk) e contorni vari (banchan) che vengono serviti allo stesso momento.
In realtà il riso non è una pianta autoctona della Corea. Cereali come l’orzo e il miglio erano molto consumati e furono poi affiancati dal frumento, dal sorgo e dal grano saraceno. Il riso diventò il cereale prediletto durante il periodo dei tre regni di Corea (tra il I e il VII sec AC).

Ma vediamo nel dettaglio da cosa è costituita fondamentalmente la cucina coreana.

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Olimpiadi Invernali 2018: ingredienti sani e… mediterranei

Parola d’ordine: Soia. Veniva coltivata per fini alimentari già intorno al 1000-900 a.c.

La soia viene utilizzata per produrre il tofu (dubu), mentre i germogli vengono fatti saltare in padella e serviti come verdura. Viene anche condita e servita come piatto di contorno e utilizzata per produrre il latte di soia, ingrediente base del piatto di spaghetti coreani chiamato kongguksu. Un suo sottoprodotto è la polpa di soia che dona consistenza a stufati e zuppe.

 I noodles vincono il secondo posto degli ingredienti principali. Si mangiano con il japchae (un tipo di insalata) o il sundae (un tipo di sanguinaccio), oltre all’uso a noi piu’ noto come ingrediente secondario di zuppe e stufati.

Per quanto riguarda la carne, l’importanza che i coreani davano al bestiame suggerisce che non consumavano grandi quantità di manzo.  Le bestie erano utili come animali da fatica e macellarne uno avrebbe causato grossi problemi all’attività agricola; a causa di questa circostanza, il maiale e il pesce erano probabilmente consumati con maggiore frequenza. 

Il pollo, infatti, è spesso servito arrostito o brasato, con le verdure o nelle zuppe. Nella cucina coreana si utilizzano tutte le parti dell’animale, incluso il ventriglio, il fegato e le zampe. I polli giovani vengono brasati con il ginseng.

Infine, per ultimo ma non per importanza, le salse. I condimenti si dividono in fermentati e non fermentati. Tra i condimenti fermentati, vi sono il ganjang, il doenjang, il gochujang e gli aceti. Della categoria non fermentati e spezie, fanno parte il pepe nero, il pepe rosso, il pepe di Sichuan, la cordifolia, la mostarda, l’aglio, lo zenzero, il porro e l’erba cipollina.

 

Gessi Showroom Milano: esclusività e design made in Italy

Gessi Showroom Milano: esclusività e design made in Italy
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Gessi Milano: il luxury made in Italy

Per un grande evento aziendale o un galà dall’effetto wow.
Gessi si contraddistingue da ampi ambienti, giochi di luce white & blue ed effetti delle cascate d’acqua, tra ambienti di design minimal total black e contemporaneo.

Situato in via Manzoni, si tratta di 1500 metriquadrati distribuiti su più livelli, costruiti con materiali pregiati, arredi e prodotti-icona che hanno contribuito a far conoscere l’italian style nel mondo.
E’ un esclusivo concetto di benessere legato al design, uno studio di progettazione, uno spazio polifunzionale a disposizione della città. 

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Gessi Milano: la nascita del Concept Lab

In origine vi era un antico cinema che, con una radicale reinterpretazione, è diventato una tecnologica immersione nella natura. Un giardino segreto ispirato al Parco Trivulzio, su cui sorge, e al Parco Gessi di Serravalle Sesia, in cui il mondo Gessi è nato. 

Gessi Milano si discosta dal tipico showroom, andando oltre la pura esposizione. Nasce così un concetto nuovo di spazio creativo: un vero Concept Lab per l’architettura e l’interior. 

Il Lab di Gessi inoltre, è un concept store di complementi preziosi o insoliti raccolti da tutto il mondo. Presenta una ricercata editoria e consente a chiunque vi entri di trovare qualcosa al di fuori dell’ordinario. 

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Gessi Milano: contenitore di eventi e presentazioni esclusive

Dotato di un elegante lounge-fusion bar e di futuristiche tecnologie audiovisive, Gessi Milano è uno spazio multifunzionale aperto alla città.

Ecco in città arrivare un contenitore esclusivo in cui esporre un nuovo profumo o un vernissage, presentare un libro o una collezione di moda. In una impareggiabile location nel cuore di Milano.

Guarda il nostro video Catering Grash at Gessi Milano per Fondazione Rava!
Per maggiori informazioni cateringgrasch@gmail.com, T. +39 3929020993.

Fiori eduli: proprietà, benefici e sapori

Fiori eduli: proprietà, benefici e sapori
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Fiori eduli: la nuova frontiera del food&healty

L’utilizzo e il consumo di fiori eduli è la nuova frontiera del food&healty. Questa però non riguarda solamente una semplice moda di consumo ma un vero e proprio modo di alimentarsi in maniera sana e, perchè no, creativa. In realtà questa tendenza gastronomica non è molto innovativa. Vi sono infatti testimonianze che già in epoca romana i petali dei fiori gialli e rosa venivano inseriti in alcune ricette.

Esistono più di 50 specie differenti di fiori eduli. Alcuni senza saperlo li consumiamo già, come i carciofi, i fiori di zucca, i cavolfiori e il pistillo di zafferano. Importante è però non  abusarne. Potrebbero scatenare infatti una reazione allergica, specialmente alle donne incinte o a chi soffre d’asma.

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Fiori eduli: proprietà e benefici

I benefici dei fiori eduli sono molteplici. I laboratori hanno dimostrato un potere antiossidante addirittura superiore a quello dei comuni ortaggi da foglia.

Dal punto di vista nutrizionale, i fiori eduli hanno pochissimi grassi e molte sostanze nutritive come minerali, proteine, vitamine A e C. Ma la loro qualità principe è il ricco quantitativo di antiossidanti, dovuti al contenuto di flavonoidi e carotenoidi che ne determinano il colore. In particolare le viole, i crisantemi e i garofani sono ricchi di potassio.

I criteri di valutazione per i fiori commestibili riguardano le loro caratteristiche sensoriali: aspetto, forma, colore, sapore e aroma. 

Naturalmente i fiori eduli devono essere stati coltivati e cresciuti senza l’impiego di pesticidi e la loro delicatezza implica cure particolari anche per la conservazione e la raccolta. Quest’ultima andrebbe effettuata la mattina, possibilmente non devono presentare rugiada e il polline va eliminato, scuotendoli delicatamente.

Fiori eduli: in cucina tra abbinamenti e sapori

I fiori eduli si trovano comunemente nelle tisane, dalla malva al tiglio, dalla violetta al girasole. Sui fornelli, invece, si possono utilizzare nelle insalate, nelle zuppe, abbinati ai primi piatti, alla carne e a molto altro ancora. Vediamo ora un menu ideato appositamente per esaltare la bellezza e il sapore dei fiori.

fiori eduli

ANTIPASTO
Fiori eduli in pastella con chupito di fragole, birra e zenzero

fiori eduli

PRIMO
Vellutata di piselli e fiori eduli con polpo alla paprika

fiori eduli

SECONDO
Tartare di tonno al lime e burrata con fiori eduli

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DOLCE
Cheese cake alla rosa e rosmarino