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Korea Week

 

Un settimana che parte il 19 maggio a Torino comincia la Korea Week: l’appuntamento più atteso, ospite, la monaca buddista Jeong Kwan per vivere la cerimonia del cibo nel tempio.

La cucina Zen dei templi

Comincia sempre con una preghiera per ringraziare la natura e i suoi doni, non prevede sprechi né carne perché rispetta gli animali e la vita, e termina con un’altra invocazione affinché nessuno possa patire la fame: è la cerimonia del Baru-gongyang, il rituale sacro con cui si mangia nei templi buddisti.

Antichissimo, eppure così contemporaneo nei suoi principi, sarà possibile viverlo in prima persona a Torino con la monaca coreana Jeong Kwan. Considerata una delle più importanti ambasciatrici di questa tradizione millenaria, sarà l’ospite più attesa della Korea Week: un settimana che parte il 19 maggio con K-Pop Party e continua con cinema, teatro, danza per scoprire le tradizioni di questo affascinante Paese.

Cosa vuol dire Baru-gongyang?

Il Baru-gongyang è il pasto tradizionale dei monaci. Viene servito in quattro ciotole di legno, chiamate “Baru’, e durante il pasto c’è una ritualità ben precisa».I partecipanti arrivano portando i loro baru e li dispongono sul tavolo. Successivamente vengono serviti acqua, riso, zuppa e contorni, che ciascuno mette nel proprio baru nelle giuste quantità.

Concluso il pasto, viene servita dell’acqua calda con la quale si lava il baru, e una volta lavato, si beve quella stessa acqua. Infine, con l’acqua ricevuta all’inizio del pasto si lava nuovamente il baru, lo si pulisce con uno straccio pulito, e lo si ripone insieme agli altri. L’acqua utilizzata per lavare il baru, se non contiene residui di cibo, viene gettata in un luogo stabilito recitando una preghiera per le vite di tutto il mondo, affinché nessuno soffra la la fame.


Durante il Baru-gongyang vengono lette tredici preghiere: prima dell’arrivo del cibo si ringrazia per i doni della natura e degli altri esseri viventi e ci si impegna a essere sempre misericordiosi come ha insegnato dal Budda di Shakyamuni.

La cucina del tempio

Si mangiano i tradizionali prodotti fermentati come la salsa di soia (Ganjang), la pasta di soia (Doenjang) e la pasta di peperoncino (Gochujang). Inoltre possono essere considerati elementi particolari della vita del tempio il Kimchi, e il Jangacchi (sottaceti), i funghi e altre pietanze a base di verdure secche.

Altri piatti rappresentativi del tempio sono i noodles, il tofu, e i ravioli. La cucina del tempio è parte di una cultura in cui l’uomo, gli animali e le piante vivono in armonia nella natura, perciò il modo migliore per avvicinarsi a questo approccio è utilizzare ingredienti naturali per preparare le proprie pietanze e non mangiare carne nel rispetto della vita e per proteggere o il pianeta.

Poi si possono coltivare le verdure a casa in vari modi, sia nei vasi che in giardino, ma la cosa più importante da considerare è il valore del cibo. Anche per questo sarebbe bene ricordarsi, prima dei pasti, di fare una preghiera di ringraziamento, e mangiare il giusto senza lasciare scarti a tavola

RICETTE PER IL VOSTRO MENU’ COREANO

In occasione di questo evento desideriamo condividere con voi alcune ricette coreane per vegetariani e non, per dare l’oppotunità a chi non conosce questa cucina di poter fare i primi passi e sperimentarla.

Bibimbap

Il Bibimbap è uno dei piatti forti della Corea. Letteralmente significa “riso mescolato” e tra poco capiremo perché.

Questo era anche visto come pranzo del re o uno “smorza-fame” del mattino e del pomeriggio.Oggi il Bibimbap è uno dei piatti Coreani più famosi.

Ingredienti per 4 persone: 300g di riso, 200g di germogli di soia, 2 carote, 2 zucchine, 200g manzo tritato, spinaci, uno spicchio d’aglio, 4 uova, due cucchiai di olio di sesamo, 4 cucchiai di pasta di peperoncino coreana, sale, pepe.

Preparazione: lavate e mondate le verdure. Tagliate le zucchine a bastoncini e le carote a julienne. Sbollentate per 30 secondi gli spinaci in acqua salata, scolateli e strizzateli in modo da togliere l’eccesso di liquido, tagliateli finemente. Lavate i germogli di soia eliminando accuratamente l’acqua in eccesso. Tritate finemente un spicchio di aglio e mettetelo in una ciotola insieme alla carne, la salsa di soia, lo zucchero e un cucchiaino di olio di sesamo. Amalgamate il tutto e tenete da parte. Cuocete il riso al vapore e lasciate da parte.


Tritate finemente l’altro spicchio di aglio e lasciate da parte. In un wok riscaldate un cucchiaio di olio di sesamo, aggiungete la carne, salate e cuocete per 5 minuti mescolando continuamente. Togliete dal wok, aggiungete la metà dell’aglio tritato e saltate per pochi secondi. Unite gli spinaci e salate ancora per 15-20 secondi, togliete quindi dal wok.
Aggiungete altro olio di sesamo e salate l’aglio tritato rimasto per pochi secondi cosi da profumare l’olio. Unite i germogli di soia, aggiungete un pizzico di sale e saltate per un minuto.


Infine salate le zucchine con un po’ di olio e sale. Fate lo stesso con le carote e tenete tutto da parte. In un tegame friggete le uova all’occhio di bue, lasciando il tuorlo molto tenero e tenetele da parte.
Mettete in ogni piatto del riso sul fondo e poi sistemate la carne e le verdure sopra creando un cerchio. Per finire ponete un uovo fritto sopra ogni porzione e completate con un cucchiaio di pasta di peperoncini coreana (gochujang) e una spolverata di semi di sesamo tostati.

PATJUK

Il Patjuk è un porridge di fagioli rossi, che si fa cuocendo il riso nella zuppa di fagioli rossi filtrata.

Ingredienti per 4 persone

110 g riso a grani corti

2 bicchieri di fagioli rossi

20 bicchieri di acqua fredda

220 g di farina di riso glutinoso

q.b. di sale, acqua, pepe

Procedimento

Lavate il riso finché l’acqua non risulta chiara e mettete a mollo per oltre due ore, poi scolate. Lavate e scolate anche i fagioli. In un ampio tegame mettete i fagioli con 5 bicchieri di acqua fredda. Coprite e portate a bollore, poi scolate eliminando l’acqua.

Versate altri 7 bicchieri d’acqua fredda nel tegame e riportate a ebollizione. Infine, riducete la fiamma e continuate a cuocere a fuoco medio-basso finché i fagioli non risultano teneri. Schiacciate grossolanamente i fagioli con un cucchiaio di legno mentre sono ancora caldi. Passate i fagioli in un setaccio, aggiungete 8 bicchieri d’acqua ai fagioli buttando via le bucce rimaste nel setaccio.

Lasciate decantare per 30 minuti: avrete una parte superiore con il liquido dei fagioli e l’acqua versata; l’altra sul fondo con la polpa dei fagioli setacciati.

In un piccolo recipiente a parte versate la farina di riso glutinoso e un cucchiaino di sale. Aggiungete un quarto di bicchiere di acqua calda e lavorate bene fino a ottenere un impasto uniforme.

Riducete l’impasto in palline da 1cm, poi in un pentola di acqua bollente bollite le palline per 5 minuti e mettetele un attimo in acqua fredda e scolatele.

In un ampio tegame mettete il riso precedentemente ammorbidito in acqua e versatevi la parte più liquida dei fagioli rossi decantati. Portate a ebollizione a fuoco medio e cuocete finché il riso non risulta morbido.

Aggiungete la purea di fagioli e cuocete a fuoco medio mescolando e raschiando di tanto in tanto il fondo del tegame. Aggiungete le palline di riso glutinoso e cuocete per 2 minuti ancora. Infine, di solito il porridge viene condito con il sale, ma se preferite potete provare anche con lo zucchero.

SONGPYEON

Infine, concludiamo con un dessert: Songpyeon, dolcetti di riso a forma di mezzaluna, cotti a vapore su un letto di aghi di pino che rilasciano una tipica fragranza delicata e piacevole. In mancanza degli aghi di pino potete utilizzare un canovaccio bagnato.

Ingredienti per 16 dolcetti

2 bicchieri di farina di riso non glutinoso

45 g di sesamo

50 g miele

q.b. di zucchero

100 g soia nera

200 g soia gialla

q.b. di sale, acqua, pino, olio di sesamo

Procedimento

Per preparare la farina di riso a grano corto versate in un recipiente due bicchieri di acqua e lasciate a mollo 1 bicchiere di riso a grano corto (225 g). Lasciatelo scolare su un colino per 30 minuti circa, poi pestatelo finemente aggiungendo un cucchiaio di sale e uno di acqua. In seguito versate l’acqua bollente alla farina di riso e impastate fino a che non diventi soffice. Potete aggiungere alla farina di riso ingredienti come l’artemisia o i fichi d’india per ottenere dei dolci colorati naturalmente. Coprite l’impasto con un canovaccio bagnato e lasciatelo riposare per circa 30 minuti.

Tostate i semi di sesamo in una padella, pestateli e mischiateli al miele per ottenere il ripieno. La soia gialla va messa poi a mollo e condita con il sale.

Separate gli aghi del pino dai rami ed eliminatene le estremità nere; in seguito lavateli bene e asciugateli su un colino.

Dall’impasto staccate dei pezzi grandi quanto una castagna e lavorate formando delle palline. Utilizzando il pollice premete delicatamente il centro di ogni pallina di pasta incavandola. Riempite di semi di sesamo o soia aiutandovi con un cucchiaino, sigillatela per bene e modellatela a forma di conchiglia.

Preparate il lettino di aghi di pino (o il canovaccio) nella vaporiera e sistematene degli altri tra i dolcetti in modo che non si attacchino l’un l’altro. Cuocete per circa 30 minuti e poi rimuoveteli dalla vaporiera. Staccate via gli aghi di pino e versate sui dolcetti un po’ d’olio di sesamo prima di servirli sul piatto