Vinitaly 2018: tutto quello che c’è da sapere

Vinitaly 2018: tutto quello che c’è da sapere
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Vinitaly 2018: tutto quello che c’è da sapere

vinitaly 2018

Anche quest anno, dal 15 al 18 Aprile, Verona ospiterà la 52esima esposizione nazionale Vinitaly, dedicata appunto al mondo del vino. Dalle cantine più note a quelle emergenti, ogni regione d’Italia propone le migliori proposte per il 2018. Trovano spazi dedicati (padiglione 8) nicchie di mercato che stanno modificando la geografia dei consumi e dei vigneti. Si tratta di territori vinicoli che si convertono alla produzione biologica.

Giunto alla 5ª edizione, VinitalyBio è dedicato al vino biologico certificato prodotto in Italia e all’estero.
Realizzato con FederBio, ospita 74 aziende, anche dalla Spagna. Questo Vinitaly si presenta ricco di chicche da non perdere, specialmente per i veri appassionati, non solo per il mondo della ristorazione.

Vinitaly 2018: le bottiglie da scoprire

Barbaresco Cichin Riserva – Ada Nada (Pad. 10 – H1) una cantina al femminile gestita da Anna Lisa Nada sforna un rosso profondo e austero, frutto di un affinamento di 36 mesi in botte grande. Ha molta energia e succo, profondità e beva.

Amarone della Valpolicella Cl. Croce del Gal Label Black  – Benedetti Corte Antica (Pad. 5 – C6) Figlio di una cantina di tradizione contadina. Questo rosso si presenta elegantissimo e vigoroso ed esce sul mercato 10 anni dopo la vendemmia. 

Pinot Noir Opoka – Marjan Simčič (Pad. 7 – B4-B6) Un’etichetta che Marjan e la moglie Valerija, titolari di questa cantina slovena, hanno realizzato con cura certosina e cesellato come solo i grandi artigiani sanno fare.

Vernaccia di San Gimignano Campo della Pieve – Il Colombaio di Santa Chiara (Pad. 9 – A16) Una delle cantine più interessanti e giovani. La selezione è affinata solo in cemento e riesce ad esprimere un’acidità togliente davvero gustosa e gastronomica.

Brunello di Montalcino – Pian delle Querci (Pad. 9 – C3) Brunello molto territoriale, frutto di un’affinamento tradizionale in botte grande, con succo e acidità in primo piano.

Montefalco Sagrantino Collenottolo – Bellafonte (Pad. 2 – E10-44) La selezione di Bellafonte al sorso è polposa e dinamica, con tannino ben definiti e trama fine.

Abruzzo Pecorino Giocheremo con i Fiori – Torre dei Beati (Pad. 12 – E3-8) Fausto Albanesi, contadino moderno, ha realizzato vini di puro spirito territoriale che ci conquistano sorso dopo sorso. Questa sua interpretazione del Pecorino non fa eccezione: floreale e agrumeto, dalla sottile acidità e profondo dal punto di vista gustativo.

Molise Tintilia Beat – Vi.Ni.Ca (Pad. 11 – F5-H5) Rodolfo Gianserra ha creato un’oasi  di biodiversità di rara bellezza. Questo è un rosso profumato e varietale (con cenni di rosa) dal prezzo molto interessante.

Primitivo di Manduria Lirica – Produttori Vini Manduria (Pad. 11 – C3) Profondo, sanguigno, con allungo sapido e gustoso sul finale opulento.

Sicilia Cataratto Miano – Castellucci Miano (Pad. 2 – 117 AG) Segnatelo da qualche parte, il Cataratto coltivato in altura (oltre i 500/600 metri) in Sicilia è un bianco dalla forza trascinate. A Valledolmo sfoderano due bianchi degni di nota: il Miano, più semplice, e lo Shiarà, complesso e longevo.

da slowfood.it

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