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Menu etnici e galà ispirati alla cucina etnica

 
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cucina etnica

La nascita e la diffusione della cucina etnica in Italia

La nascita dei ristoranti di cucina etnica comincia con quella della concezione del ristorante moderno. Questa viene attribuita al periodo della Rivoluzione Francese. Furono i cuochi delle famiglie aristocratiche che, dopo il 1789, ritrovandosi senza lavoro, aprirono dei locali dove servano pasti a pagamento.
Con gli anni e lo sviluppo industriale, i collegamenti via terra e via mare portarono principalmente americani ed europei benestanti a partire alla scoperta di nuovi territori. Qui si trasferivano, vivevano, fondavano le proprie fabbriche.

Ecco che, da un lato, la cucina autoctona locale venne contaminata con influssi da varie parti del mondo. Dall’altro, chi invece torno’ alla propria terra natia portava con sè un palato arricchito dai nuovi sapori scoperti durante i propri viaggi: la cucina etnica.

Dimmi ciò che mangi e saprò quale Dio adori, sotto quale latitudine vivi, di quale cultura sei figlio, di quale gruppo sociale ti proclami. La lettura della cucina è un favoloso viaggio nella coscienza che le società hanno di se stesse, nella visione che esse hanno della loro identità“.
Scrisse Bessis nel 1995 in From social exclusion to social cohesion: a policy agenda.

Oggi è normale ritrovare sotto casa cucina etnica e straniera. Una su tutte la cucina cinese, quella indiana, giapponese e thailandese. Ma anche quella americana, con l’avvento dei fast food negli anni Ottanta e Novanta.

L’interesse per la cucina etnica si è ormai ampiamente diffuso in Italia. Non solo a causa dell’aumento degli stranieri sul suolo italiano, ma anche per la forte curiosità delle persone verso il cibo. Se all’inizio, cioè negli anni ‘90, mangiare cibo etnico significava per lo più recarsi al ristorante cinese o in qualche fast food di matrice americana, oggi la cucina e l’alimentazione multiculturale sono diventate una vera e propria moda.

Galà, eventi e fiere dedicate ai sapori esteri

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Ad oggi, ogni evento di cucina etnica si trasforma in una vera a propria opera esotica, ricca di particolari, di intrattenimento e luci. Ogni dettaglio è studiato nei minimi particolari, nulla viene lasciato al caso, per ricreare una vera e propria atmosfera. I profumi non sono forti ma eleganti e valorizzati da abbinamenti particolari. Stupire occhio e palato è l’obiettivo di queste feste o galà, dove illustri ospiti partecipano spesso per azioni benefiche o ricorrenze decennali di importanti multinazionali.

Non di minor impatto sono le fiere dedicate, come quella dell’Artigiano in Fiera che a Milano ogni anno registra oltre 2 milioni di affluenze, con 3200 espositori. Per non parlare di Expo 2015. Con “Nutrire il pianeta, energia per la vita!” ha visto protagoniste nazioni mondiali con la propria proposta tecnologica in risposta alle problematiche di carenza cibo e di uso responsabile delle risorse.

Le tradizioni e la cucina degli altri popoli fanno quindi parte ormai del vivere comune, dagli eventi mondani dell’alta società agli street food.

Vediamo ora un paio di esempi di menu che si potrebbero prendere in considerazione per l’organizzazione di eventi etnici o a tema cucina estera.

La cucina francese: Parigi

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La caratteristica delle escargot à la Bourguignonne sta nella crema di burro con cui si farciscono, arricchita con il sapore forte dell’aglio e quello deciso del prezzemolo. 

 

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La zuppa di cipolle è un evergreen: preparata con base di brodo di pollo, vino bianco, groviera e, naturalmente, burro.

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Bœuf Bourguignon, a base di carne di manzo, vino rosso della regione della Borgogna e patate. 

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Irrinunciabili le eclair, soffice pasticcino dalle varie farciture a base di pasta choux.

La cucina cinese: Shanghai

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Noti dim sum, preparati con impasti di farina di riso e varie farciture: gamberi, verdure, manzo, branzino, pollo, etc.

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Costolette di maiale in agrodolce, un classico che piace a grandi e piccini.

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Aragosta al burro, dolce e cremosa.

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Dolci “uova di piccione”: piccoli ravioli dalla forma di un uovo di 5 grammi.
Preparati con farina di riso glutinoso mescolata a zucchero, osmanto e menta. Vengono serviti presso l’Osmanthus Hall, di fronte al ponte a zig zag all’esterno del giardino Yuyuan.