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Tartufo, vino e castagne: l’autunno è servito

 
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Tartufo, vino e castagne: l’autunno è servito

tartufo nero
tartufo nero

Il Tartufo come il vino è uno dei prodotti piu’ preziosi della terra:

Il Tartufo ha regnato nelle tavole di ogni epoca coinvolgendo i sensi con la voluttà del suo aroma.
Il tartufo è un fungo ipogeo (che vive sotto terra) pregiato e relativamente raro a forma di tubero.  Vive in perfetta simbiosi con le radici di alcune piante tra le quali la quercia, il tiglio, il nocciolo, il carpino e il pioppo.
Ricercato e costoso già dai tempi delle corti rinascimentali come ingrediente per piatti prelibati, palati fini e intenditori.

tagliatelle fatte in casa al tartufo
tagliatelle fatte in casa al tartufo

Come conservare il tartufo

Per preservarne al meglio l’aroma, è consigliabile riporlo in un frigo avvolto da carta da cucina, da una garza o da un panno leggero inodore e posto dentro un contenitore di vetro ben chiuso per circa una settimana al massimo se è bianco, per due o tre giorni in più se è nero.

La carta dovrà essere cambiata ogni 1/2 giorni per evitare che assorba l’umidità dal tartufo e faccia nascere muffe che possono portare il tartufo a marcire. 

Come pulire il tartufo:

spazzolino da funghi e da tartufoPrima di usare il tartufo per cucinare, è fondamentale sapere come pulire questa eccellenza accuratamente.

Servono solo uno spazzolino (semi-duro per il tartufo nero, più resistente, e morbido per quello bianco, più delicato) e un coltello appuntito. Preferibilmente senza utilizzare acqua o inumidendolo al massimo.

Spazzoleremo delicatamente il tartufo per eliminare ogni residuo di terra; se qualche particella fosse particolarmente difficile da eliminare, ci aiuteremo con la punta del coltello.

Consigli per come cucinare il tartufo

tartufo bianco
tartufo bianco

Se li avete conservati in frigorifero, ricordatevi di tirare fuori i tartufi almeno 1 ora prima di cucinarli: i tartufi sprigionano al meglio tutti i loro aromi proprio grazie al calore delle vivande cui vengono aggiunti.

 
Non cuocete mai il tartufo bianco: il tartufo bianco è delicatissimo e non va mai cucinato, perché perderebbe tutte quelle caratteristiche che lo rendono tanto ricercato e costoso.
Le alte temperature lo distruggono: per questo motivo il tartufo bianco risulta perfetto tagliato in sottilissime scaglie utilizzate per guarnire piatti fumanti di pasta, di carne e non solo.
Non cuocete troppo il tartufo nero.
 

Il tartufo nero, meno delicato del bianco

Il Tartufo nero regge meglio il calore, ma non così tanto, quindi: evitate di soffriggerlo o rosolarlo, aggiungetelo, solamente a fine cottura.
Il tartufo nero risulta molto buono nei ripieni e nei paté, ed è ideale nella mantecatura finale dei primi piatti. A cui dona quel tocco in più che nessun altro condimento è in grado di dare.

Non dimenticatevi comunque mai di spolverare i piatti finiti con delle scaglie di tartufo crudo. Perché il nero, come il bianco, da il meglio di sé al naturale! 

 

Fiera del tartufo bianco

tartufo certificato
tartufo certificato

Dal 6 ottobre al 25 novembre ad Alba (Cn) torna il tradizionale appuntamento con la Fiera Internazionale del Tartufo Bianco, giunta alla sua 88ª edizione.

Il fulcro della fiera anche quest’anno è il Mercato Mondiale del Tartufo Bianco d’Alba, aperto ogni sabato dove si celebrare uno dei prodotti più preziosi della terra e dove acquistare con la sicurezza e la tutela garantiti dal Centro Nazionale Studi Tartufo.

La castagna: tipico frutto invernale

La raccolta delle castagne avviene quasi sempre verso la metà del mese di ottobre ed è una tradizione tramandata da tanto tempo: in origine la raccolta delle castagne era un vero e proprio momento di aggregazione della varie famiglie del paese ed ancora oggi viene mantenuta questa tradizione. Per celebrare questo frutto autunnale in tutta Italia vengono organizzate tantissime sagre.

Ha molteplici proprietà nutritive. Un tempo le castagne erano considerate il pane dei poveri. Tutt’oggi conservano un posto particolare sulle tavole del nostro paese dove sono gustate bollite, arrosto e utilizzate per la realizzazione di dolci gustosi.

Le caldarroste: l’offerta più diffusa nelle piazze d’Italia

Le Caldarroste nei week end di ottobre e novembre,  abbinate al giusto bicchiere di vino rendono questo momento un vero piacere del palato.

Quale vino abbiniamo alle castagne? E Perché?

La cottura delle caldarroste avviene sulla brace nell’apposita padella bucherellata: il retrogusto leggermente amarognolo deriva proprio dalla cottura.

La castagna è un frutto che lascia in bocca una sensazione di pastosità ecco perché abbineremo un vino dotato di tannini: un vino rosso.

Dovrà essere un vino rosso giovane 

Non un Vino di grande struttura: la castagna è un frutto semplice dal gusto delicato, va abbinata ad un vino altrettanto semplice come un Rosso dei Colli Euganei, un Lagrein dell’Alto Adige, una Corvina veronese, un Valpolicella.

Volendo ricercare l’abbinamento perfetto, la caldarrosta incontrerebbe un vino vivace, un vino cioè dalla delicata effervescenza capace di pulire e sgrassare la bocca.

L’esempio classico di vino con queste caratteristiche è il Lambrusco,.
Caldarroste e vino un perfetto connubio!

Il Fungo: RE del bosco

Funghi porcini
Funghi porcini

I funghi piacciono molto ma non tutti li tollerano, e a ragione, perché i funghi raccolgono le sostanze tossiche del bosco. Ecco che bisogna avvicinarci con estrema cautela.

Se avete difficoltà a digerirli non mangiateli. Se invece non avete problemi consumateli con moderazione e sempre ben cotti. I funghi contribuiscono al buon funzionamento del nostro sistema immunitario. Sono considerati una buona fonte di sali minerali come il potassio, il fosforo, il rame ed il selenio. Tutti indispensabili per il corretto funzionamento del nostro organismo. 

I funghi contengono inoltre vitamina B3

Che contribuisce al buon funzionamento del sistema nervoso e ad una corretta ossigenazione del sangue, e vitamina B2. Necessaria sia per la produzione di globuli rossi che per il metabolismo di proteine, grassi e carboidrati.

I Funghi, per quanto riguarda il loro potere di rafforzare il sistema immunitario, sono ritenuti da secoli come un vero e proprio antibiotico naturale. Vengono indicati dalla medicina non convenzionale come un alimento prezioso da assumere durante il cambio di stagione per proteggersi da i malanni autunnali.

 

Alcuni piatti selezionati per voi: