Luxury Noleggio: un partner, mille idee

Luxury Noleggio: un partner, mille idee
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Luxury Noleggio: un partner per eventi a Milano

Si sa, la personalizzazione in un evento è tutto e Luxury Noleggio in questo ci accompagna ormai da anni.

Gli eventi a Milano sono sempre piu’ particolari e gli organizzatori richiedono e si aspettano il meglio. Se poi vi è anche un buon rapporto qualità-prezzo, ancora meglio.

Specializzati nel noleggio di attrezzature per catering ed eventi, non mancano mai di professionalità e ricercatezza. Le scelte infatti sono ampie. Anche per sedie e tavoli gli stili sono molteplici: dal design minimal al rustico shabby chic.

 

Luxury Noleggio: allestimenti secondo le ultime tendenze

Le soluzioni di allestimento sono  sempre nuove e alla moda secondo le ultime tendenze, con un catalogo sempre aggiornato.

Fiore all’occhiello le forniture per la mise en place, da bicchieri e posate, alle porcellane: il vostro evento prenderà vita secondo i vostri gusti e la vostra personalità.

  

In ultimo ma non per importanza un servizio di consulenza completa per la scelta delle attrezzature, in base al tipo di evento. Tra tutte le luminarie e gli accessori da giardino: da studiare bene secondo spazi e altezze. 

Luxury noleggio opera prevalentemente nelle province di Milano, Varese, Como, Monza Brianza, Novara e Svizzera.

 

Royal Wedding: un menu’ all’altezza?

Royal Wedding: un menu’ all’altezza?
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Royal Wedding: l’evento dell’anno

Il royal wedding è finito ma non è finito l’entusiasmo. Dai sudditi ai media di tutto il mondo, sono molti gli articoli che si continuano a leggere, i post sui social e le vignette divertenti, i cosi’ detti meme, sul matrimonio dell’anno.

Tra i tanti, i look degli invitati, la bellezza di David Beckham, l’abito della sposa e i gesti romantici tra i due, spuntano anche i menu’ dell’importante evento.

Royal Wedding: (due) menu di nozze

Sono stati due i menu del giorno piu’ memorabile dell’anno: quello offerto dalla regina Elisabetta II ai neo sposi per 600 invitati, e un secondo per una cena intima di 200 persone piu’ informale, regalato dal principe Carlo.

Quest’ultimo a base di club sandwich, scone, tacos e, su tutti, un drink dedicato agli sposi con “Harry pasticcione incontra il cuore immacolato di Meghan” a base di rum e zenzero.

Di seguito il menu. 

Noi abbiamo scelto di soffermarci sul sofisticato menu del pranzo.

Ben sette antipasti, tre pietanze principali (come da tradizione britannica) e tre dessert, il tutto da consumarsi in piedi. Tutto all’insegna della stagionalità e, ovviamente, della freschezza assoluta delle materie prime.
Alcune sono anche a chilometro zero, provenienti dalle terre dei Windsor, come l’agnello e il maiale. Non sono mancati neanche i fiori di Sambuco dei giardini della regina Elisabetta II che sono stati utilizzati per la torta nuziale, insieme ad oltre duecento limoni di Sicilia.

Scampi scozzesi avvolti in salmone affumicato con panna acida agli agrumi
Asparagi inglesi grigliati avvolti in prosciutto di Cumbria
Panna cotta ai piselli con uova di quaglia e limoncina
Tartare di pomodoro e basilico con perle di aceto balsamico
Pollo ruspante in camicia allo yogurt con albicocche caramellate
Crocchette di agnello di Windsor con verdure grigliate e marmellata di scalogno. 
Punte di asparagi con mozzarella e pomodoro

Pollo in fricassea con spugnole e porri novelli
Risotto con piselli e menta, olio di tartufo e scaglie di parmigiano

Pancetta di maiale di Windsor cotta per 10 ore con composta di mele

Macaroon al pistacchio e champagne
Crème Brûlée all’arancia
Tortine di crumble al rabarbaro

Royal Wedding: Menu in versione made in Italy

Abbiamo pensato ad alcune interessanti varianti, che potrebbero anche prepararsi in casa, di alcuni dei piatti piu’ interessanti scelti dagli sposi.

Cominciamo dalla panna cotta ai piselli con uova di quaglia e limoncina. Variante italiana: Piccoli savarin di panna acida con base di brisè al limone con tartare di salmone.

Crocchette di agnello di Windsor con verdure grigliate e marmellata di scalogno. Variante italiana: petto d’anatra con marmellata di mele e rabarbaro e funghi chiodini.

Punte di asparagi con mozzarella e pomodoro. Versione italiana: Insalata di quinoa, lenticchie e grano saraceno con punte di asparagi e seppie alla griglia.

Pollo in fricassea con spugnole e porri novelli. Versione italiana: pappardelle con spugnole e gamberi.

Risotto con piselli e menta, olio di tartufo e scaglie di parmigiano.Versione italiana: Risotto con crema di piselli e menta e tartare di gamberi rossi.

Menu etnici e galà ispirati alle cucine del mondo

Menu etnici e galà ispirati alle cucine del mondo
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La nascita e la diffusione della cucina etnica in Italia

La nascita dei ristoranti di cucina etnica comincia con quella della concezione del ristorante moderno. Questa viene attribuita al periodo della Rivoluzione Francese. Furono i cuochi delle famiglie aristocratiche che, dopo il 1789, ritrovandosi senza lavoro, aprirono dei locali dove servano pasti a pagamento.
Con gli anni e lo sviluppo industriale, i collegamenti via terra e via mare portarono principalmente americani ed europei benestanti a partire alla scoperta di nuovi territori. Qui si trasferivano, vivevano, fondavano le proprie fabbriche.

Ecco che, da un lato, la cucina autoctona locale venne contaminata con influssi da varie parti del mondo. Dall’altro, chi invece torno’ alla propria terra natia portava con sè un palato arricchito dai nuovi sapori scoperti durante i propri viaggi: la cucina etnica.

Dimmi ciò che mangi e saprò quale Dio adori, sotto quale latitudine vivi, di quale cultura sei figlio, di quale gruppo sociale ti proclami. La lettura della cucina è un favoloso viaggio nella coscienza che le società hanno di se stesse, nella visione che esse hanno della loro identità“.
Scrisse Bessis nel 1995 in From social exclusion to social cohesion: a policy agenda.

Oggi è normale ritrovare sotto casa cucina etnica e straniera. Una su tutte la cucina cinese, quella indiana, giapponese e thailandese. Ma anche quella americana, con l’avvento dei fast food negli anni Ottanta e Novanta.

L’interesse per la cucina etnica si è ormai ampiamente diffuso in Italia. Non solo a causa dell’aumento degli stranieri sul suolo italiano, ma anche per la forte curiosità delle persone verso il cibo. Se all’inizio, cioè negli anni ‘90, mangiare cibo etnico significava per lo più recarsi al ristorante cinese o in qualche fast food di matrice americana, oggi la cucina e l’alimentazione multiculturale sono diventate una vera e propria moda.

Galà, eventi e fiere dedicate ai sapori esteri

Ad oggi, ogni evento di cucina etnica si trasforma in una vera a propria opera esotica, ricca di particolari, di intrattenimento e luci. Ogni dettaglio è studiato nei minimi particolari, nulla viene lasciato al caso, per ricreare una vera e propria atmosfera. I profumi non sono forti ma eleganti e valorizzati da abbinamenti particolari. Stupire occhio e palato è l’obiettivo di queste feste o galà, dove illustri ospiti partecipano spesso per azioni benefiche o ricorrenze decennali di importanti multinazionali.

Non di minor impatto sono le fiere dedicate, come quella dell’Artigiano in Fiera che a Milano ogni anno registra oltre 2 milioni di affluenze, con 3200 espositori. Per non parlare di Expo 2015. Con “Nutrire il pianeta, energia per la vita!” ha visto protagoniste nazioni mondiali con la propria proposta tecnologica in risposta alle problematiche di carenza cibo e di uso responsabile delle risorse.

Le tradizioni e la cucina degli altri popoli fanno quindi parte ormai del vivere comune, dagli eventi mondani dell’alta società agli street food.

Vediamo ora un paio di esempi di menu che si potrebbero prendere in considerazione per l’organizzazione di eventi etnici o a tema cucina estera.

La cucina francese: Parigi

La caratteristica delle escargot à la Bourguignonne sta nella crema di burro con cui si farciscono, arricchita con il sapore forte dell’aglio e quello deciso del prezzemolo. 

 

La zuppa di cipolle è un evergreen: preparata con base di brodo di pollo, vino bianco, groviera e, naturalmente, burro.

 

Bœuf Bourguignon, a base di carne di manzo, vino rosso della regione della Borgogna e patate. 

Irrinunciabili le eclair, soffice pasticcino dalle varie farciture a base di pasta choux.

La cucina cinese: Shanghai

Noti dim sum, preparati con impasti di farina di riso e varie farciture: gamberi, verdure, manzo, branzino, pollo, etc.

Costolette di maiale in agrodolce, un classico che piace a grandi e piccini.

Aragosta al burro, dolce e cremosa.

Dolci “uova di piccione”: piccoli ravioli dalla forma di un uovo di 5 grammi.
Preparati con farina di riso glutinoso mescolata a zucchero, osmanto e menta. Vengono serviti presso l’Osmanthus Hall, di fronte al ponte a zig zag all’esterno del giardino Yuyuan.

Passione Shake: i trend per rimettersi in forma

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Shake proteici: come funzionano?

Gli shake proteici per il dimagrimento sono la ricetta di successo per ridurre il grasso corporeo. Grazie a questi proteici, la dieta quotidiana diventa più semplice e di conseguenza anche il dimagrimento risulta facilitato.

I frullati proteici assicurano al corpo proteine di alta qualità. Queste saziano a lungo e prevengono i pericolosi attacchi di fame. Inoltre, aiutano a proteggere la muscolatura.

L’obiettivo della riduzione del grasso corporeo è sempre la massima perdita di grasso, mantenendo al contempo la massa muscolare.

Shake proteici: abbinare la giusta dieta

 Nell’ambito di una dieta dimagrante, le proteine assumono un ruolo particolarmente importante. È possibile ridurre il grasso corporeo solo se durante il giorno si assumono meno calorie di quelle che il corpo consuma.

La riduzione di calorie si può ottenere diminuendo grassi e carboidrati. Al contempo, è molto importante aumentare la percentuale di proteine assunte.

Durante la dieta, le proteine offrono all’organismo diversi vantaggi, come un maggiore senso di sazietà e il rafforzamento della muscolatura.

Shake proteici: trucchi per non spendere troppo

Sono diversi gli additivi proteici con i quali si possono preparare ottimi ed efficaci frullati. Vediamone qualcuno.

Smoothie Balls BIO: si tratta di palline disponibili in 3 colori/gusti: giallo (frutta secca), verde (verdure) e viola (bacche e frutti rossi). Sono ingredienti biologici senza zuccheri o aromi artificiali. Basta metterne una nel frullatore con acqua o latte.

Spirulina in polvere: considerato il cibo del futuro, contiene il 60% di proteine ad altissimo valore biologico. Puoi arricchire la tua merenda con questa super alga, aumentando le proteine giornaliere assunte. Si trova in commercio in negozi specializzati o online e costa tra i 20 e i 30€. 

Clorella in polvere: E’ anche questa un’alga ad alto contenuto proteico (60%). E’ ricca di vitamine e sali minerali, tanto da essere considerata uno dei migliori integratori naturali esistenti assieme alla spirulina. In commercio a circa 30€ in polvere.

Moringa in polvere: un altro prezioso ingrediente con cui arricchire i frullati dimagranti. E’ estratta da un antico albero che cresce in alcune regioni dell’India. Viene utilizzato non solo per il suo alto contenuto proteico, ma perché depura in modo naturale l’organismo. Online da 25€.

Shake proteici: quelli fai da te

All’interno di una dieta bilanciata e che prevede cinque pasti al giorno è possibile prevedere degli ottimi frullati proteici per dimagrire sia a metà mattinata che a metà pomeriggio. 

Frullato di banana con proteine in polvere: 1 banana media, 20 grammi di proteine, 1 cucchiaino scarso di cacao magro in polvere, 300 ml di acqua o di latte parzialmente scremato, 2 foglioline di menta.

Frullato proteici vegani: 30 grammi di proteine in polvere vegan, 2 fette di melone, 1 yogurt alla soya, 200 ml di latte di mandorle.

Frullati proteici energetici con le uova: 1 uovo fresco, 250 ml di latte parzialmente scremato, 1 cucchiaino di cacao in polvere, 1 cucchiaino di zucchero o dolcificante naturale.